Riserva Naturale del Laurentino-Acqua Acetosa
Caratteristiche
Riserva Naturale del Laurentino-Acqua Acetosa
La Riserva Naturale del Laurentino-Acqua Acetosa, tra le meno estese del sistema delle riserve naturali di RomaNatura (150 ha), è situata nel settore meridionale di Roma ed è racchiusa fra l’abitato del Laurentino 38 (a nord), il Grande Raccordo Anulare (a sud) e la Via Laurentina (ad est). L’area si estende lungo tre fondovalle caratterizzati dai rispettivi fossi che ne valorizzano l’ambiente e la biodiversità. Il Fosso dell’Acqua Acetosa attraversa tutta la valle centrale, il Fosso di Vallerano scorre tra la Via Pontina e il GRA, mentre il più piccolo Fosso del Ciuccio fluisce a ridosso di Via Carlo Emilio Gadda. Da qui parte il sentiero natura denominato “Fosso del Ciuccio” che, procedendo sulla sinistra, costeggia il limpido corso d’acqua alimentato da una sorgente perenne, mentre girando sulla destra porta, alla fine del sentiero, su Via Marinetti. Volendo proseguire verso il Fosso dell’Acqua Acetosa, si può raggiungere l’area della necropoli protostorica di età preromana, venuta alla luce nel 1976, durante i lavori di scavo per la realizzazione del quartiere Laurentino, testimonianza della presenza di un’antica città poi conquistata dai Romani, ricca di corredi di grande prestigio, oggi esposti nella sale del Museo Nazionale Romano. Uno degli elementi più peculiari della riserva è la presenza della sorgente di acqua minerale, nota come “acqua acetosa” per il suo sapore leggermente acidulo. Ricca di sali minerali e di anidride carbonica, è stata apprezzata fin dall’antichità per le sue proprietà salutari e nei primi anni del Novecento è stata anche commercializzata come acqua minerale “San Paolo”.
La collocazione della riserva che si estende tra quartieri densamente urbanizzati, aree ad uso agricolo ed arterie stradali ad alto scorrimento non lascia grandi spazi alla vegetazione spontanea che, tuttavia, si caratterizza con boschetti lungo i pendii delle colline e con una tipica vegetazione ripariale lungo i corsi d’acqua. Gli alberi più diffusi nelle formazioni boschive sono i cerri insieme alle roverelle, agli aceri campestri e alle più sporadiche farnie. Non mancano, in condizioni appropriate alle loro esigenze, anche lecci e sughere insieme a olmi campestri, berrette da prete e alberi di Giuda. Lungo i fossi persistono tratti di alberature ripariali a salici e pioppi che si alternano ad arbusteti di rovo selvatico, biancospino e canneti a dominanza di cannuccia di palude. Lungo le sponde si rinvengono il crescione, l’equiseto, la bardana e il ranuncolo comune. Nelle aree prative sono presenti numerose piante erbacee, quali borragine, malva, carota selvatica, cardo mariano e i rossi papaveri che attirano una gran quantità di insetti impollinatori, quali i bombi terrestri e le api mellifere. Lungo i sentieri si incontrano anche dei suggestivi filari di eucalipto, piantati alla fine dell’Ottocento quando si credeva che i loro aromi balsamici contrastassero l’aria malarica.
Dal punto di vista faunistico le aree più interessanti sono senza dubbio quelle a ridosso dei corsi d’acqua della riserva, dove, oltre a giovani cavedani e girini di rospo, è possibile osservare la natrice dal collare, la rana verde, il tritone crestato e anche il più raro e localizzato granchio di fiume. Tra gli uccelli troviamo l’airone cenerino, la gallinella d’acqua, l’usignolo di fiume, la ballerina bianca e il martin pescatore che con i suoi rapidi tuffi cattura i pesciolini che in gran numero popolano le acque. Non mancano presenze di altre specie di vertebrati nei differenti ambienti della riserva, quali rapaci diurni, come la poiana e il gheppio, nonché notturni, quali la civetta, l’allocco e il più raro barbagianni. Ma anche diverse specie di mammiferi, come la talpa, il riccio, l’istrice, e alcune specie di pipistrelli e di piccoli mammiferi, quali l’arvicola di Savi e il topo selvatico. Sono segnalati anche, tra i rettili, il ramarro, la luscengola, il saettone e il biacco. Nel cielo durante la bella stagione volano rondini, balestrucci, rondoni e i variopinti gruccioni, mentre nei prati molte sono le farfalle che volano di fiore in fiore, tra cui ricordiamo l’aurora, l’atalanta, la vanessa del cardo, il macaone e il podalirio.
Multimedia
Biodiversità
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Riserva Naturale del Laurentino-Acqua Acetosa
Via Carlo Emilio Gadda, 187, 00143 Roma RM
06 5082 9723




