Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi
Un presidio di boschi e zone umide
La Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi si estende per circa 868 ettari a ridosso del Grande Raccordo Anulare, tra l’autostrada Roma-Fiumicino a sud e l’Aurelia a nord. L’area è attraversata da via della Magliana, dalla Portuense e da via della Pisana. Con andamento morfologico collinare nella zona più vicina alla Valle dei Casali, diventa più pianeggiante verso sud in prossimità del fiume Tevere. La riserva contiene il bacino idrografico del fosso della Magliana, compreso all’interno dei territori delle Tenute Somaini e della Tenuta dei Massimi.

Nel Rinascimento vi sorse la Villa Papale, conosciuta come Castello della Magliana, che fu residenza di campagna per ritrovi di caccia di nobili e prelati. Il paesaggio vegetale è rappresentato da una componente significativa di aree boscate sviluppate principalmente lungo le spallette dei versanti collinari, intervallati nei fondovalle da pascoli e campi coltivati principalmente in modo estensivo.
Nella zona più a nord della riserva sono presenti cenosi appartenenti alla serie della sughera e del farnetto, di cui è esempio significativo la Sughereta della
Pisana compresa all’interno della Tenuta della Torretta dei Massimi. La prevalenza della sughera rispetto al leccio si ritiene sia dovuta alle caratteristiche del substrato, che in questa zona è costituito da banchi sabbiosi, ma soprattutto all’intervento dell’uomo che l’ha privilegiata per l’estrazione del sughero. Attualmente questi ambienti di grosso valore ambientale risultano compromessi a causa del forte carico dovuto al pascolo.
Di particolare rilievo ambientale e paesaggistico è il bosco misto della riserva dell’Infernaccio (Casetta Mattei Somaini), composto principalmente da cerro, farnetto ed occasionalmente castagno, che occupa gran parte delle spallette e delle sommità dei pianori lungo il fosso della Magliana. Da sottolineare la presenza di alloro e bagolaro, e nelle zone più aperte la presenza del sorbo e del nespolo. Le zone umide sono rappresentate principalmente dalla valle del fosso della Magliana, che in passato era ricco di zone paludose e che, a causa delle opere della bonifica, ha subito canalizzazioni che hanno modificato profondamente il paesaggio diventato agricolo.
Testimonianza di questo passato è data dalla presenza delle pozze astatiche stagionali, sia in zone agricole che all’interno del Bosco Somaini. La principale è la pozza chiamata “Stagno del Cinerino”, che nel periodo invernale può raggiungere una superficie di 650 mq. Importante in queste zone dal punto di vista ambientale, non è solo la vegetazione presente, composta da salici, piccoli giunchi, verbene, veroniche e la tifa, ma anche le forme viventi che vi trovano rifugio quali piccoli crostacei, coleotteri, ditteri, la biscia d’acqua ed alcuni anfibi, quali il rospo comune, il rospo smeraldino, la rana verde, la raganella ed il tritone. Tra le acque a caccia delle larve è possibile avvistare la garzetta e l’airone cinerino.
In ultimo, ma non meno importante, nella riserva si registra la nidificazione del nibbio bruno e la presenza del tasso, unica segnalazione all’interno del Grande Raccordo Anulare.
Questa pagina è stata utile?
Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi
La Pisana – 00163 Roma
06.65746519


Là dove il nibbio fa il nido
Le radici del fumatore
